giovedì 24 giugno 2010

Biologia: Murmasky


Chiamato anche Tanuki, Cane-procione o Cane viverrino, il Murmasky (Nyctereutes procyonoides) appartiene all’ Ordine dei Carnivori ed è un membro singolare della Famiglia dei Canidi, poiché si arrampica sugli alberi con grande abilità. A differenza degli altri Canidi inoltre, in inverno va in letargo. Ha un lungo mantello nero-bruno con sfumature gialle (soprattutto in inverno), macchie facciali nere sotto gli occhi, muso bianco, arti brevi ricoperti di pelo e coda irsuta. È un animale notturno, schivo, e si nutre di frutta, uccelli, roditori, granchi e pesci. Va in cerca delle sue prede lungo gli argini dei fiumi, sulle sponde dei laghi e lungo le coste del mare. Vive in coppia o in gruppi familiari, è rigorosamente monogamo. La cucciolata media è costituita da 4-6 piccoli. In autunno si nutre in abbondanza, fino a raddoppiare il peso corporeo, per prepararsi al lungo sonno in una vecchia tana di volpe o di tasso. Il cane viverrino è molto diffuso in Giappone, è presente in Europa orientale, Asia centrale ed è estinto in parte della Cina.
Il suo allevamento per la pelliccia è tristemente pratica diffusa in tutto il mondo ma soprattutto in Cina.



Ornamenti di murmasky su una giacca tipo woolrich

Cina. Murmasky scuoiato (vivo): la Cina fornisce
oltre il 90%  delle pelli di murmasky sul mercato italiano.



Bibliografia
Sillero-Zubiri, C. & Hoffmann, M. 2004.
Nyctereutes procyonoides. In: IUCN 2007. 2007 IUCN Red List of Threatened Species.


Biologia: Visone


Visone 
Mustela vison
Il visone allevato per la pelliccia è originario del Nordamerica. Il corpo estremamente dinamico ha una forma allungata e slanciata. La colorazione della pelliccia del visone americano (Mustela vison) è marrone, simile a quella della specie europea (Mustela lutreola) anche se questa è tendente al grigio scuro ed è particolarmente lucente. Entrambe le specie posseggono il labbro inferiore bianco, ma solo quella europea presenta anche il labbro superiore chiaro. La specie americana, leggermente più grande di quella europea, raggiunge una lunghezza di circa 60 cm, (dei quali circa un terzo sono rappresentati dalla coda) ed un peso variabile di 0,5-1 kg. Il visone in natura vive predando ai margini e nei corsi d’acqua, è prevalentemente notturno. E’ un ottimo nuotatore, si immerge con abilità e trascorre molto tempo in acqua. Questo Mustelide conduce una vita solitaria ed è molto territoriale: solitamente difende un tratto del corso d’acqua lungo 10-12 km, all’interno del quale sono contenute più tane. Queste sono scavate dal visone stesso oppure vengono utilizzate quelle scavate da altri animali. Oltre ad un’apertura dalla parte dell’acqua è presente una via di accesso verso terra, così da permettere una fuga veloce in caso di una piena improvvisa. Il visone informa continuamente il vicinato della sua presenza grazie alle sostanze odorose rilasciate sul confine del territorio. A differenza di altri Mustelidi, il visone non si è specializzato a mangiare un unico tipo di preda, ma in base alla disponibilità, al sesso ed alle stagioni, si nutre di rane, pesci, uccelli acquatici, uova e roditori, piccoli mammiferi. Si accoppia nel tardo inverno inizio primavera. I maschi lasciano i loro territori e si spostano lungo il corso d’acqua alla ricerca delle femmine. Ogni maschio si può accoppiare con più femmine, e viceversa. Dopo circa 2 mesi di gestazione nascono dai 3 ai 7 piccoli. Questi aprono gli occhi dopo 30 giorni e sono allattati per uno paio di mesi. L’indipendenza è raggiunta al terzo mese di vita e al decimo sono in grado di riprodursi. L ‘aspettativa di vita di un visone in natura è circa 10 anni.


Bibliografia
Birks, J. D. S., Linn, I. J. (1982). Studies of home ranges of the feral mink. Symp. Zool. Soc. Lond. 49, 231 – 257.
Gerell, R. (1969). Activity Patterns of the Mink, M. vison Shreber, in Southern Sweden. Oikos 20, 451 – 460.
Gerell, R. (1970). Home ranges and movements of the mink (Mustela vison Schreber) in southern Sweden. Oikos 21: 160-173.


Biologia: Volpi

Le volpi più comunemente allevate per la pelliccia sono:
- Volpe comune (Vulpes vulpes) da cui le varietà selezionate ed incrociate (argentata, grigia, shadow, ecc.)
- Volpe artica (Alopex lagopus)
Entrambe appartenenti all’Ordine dei Carnivori ed alla Famiglia dei Canidi.
Cenni di biologia della volpe comune (Vulpes vulpes)
 
 
Lunghezza testa-corpo cm 57-77, altezza alla spalla cm 35-40, peso Kg 6-10. In natura, in entrambi i sessi il colore del mantello è bruno-fulvo tendente al rossastro nelle parti superiori e biancastro in quelle inferiori, come pure bianca è l’estremità della coda. Si osservano, comunque, variazioni di colore stagionali ed individuali. Le colorazioni argentata, blu, ecc., sono varianti tipiche del manto e di solito oggetto di selezione negli allevamenti. In zone poco popolate, generalmente è solitaria, viceversa, in luoghi ad alta densità numerica, vive in vere e proprie comunità, composte da una coppia dominante che è la sola che si riproduce e da alcuni altri esemplari, di solito femmine che collaborano nello svezzamento dei piccoli, catturando le prede. Normalmente forma gruppi familiari composti da un maschio e varie femmine (fino a 6) con i loro piccoli. Tra le femmine esiste un sistema gerarchico che limita la capacità riproduttiva a quelle più potenti nella scala gerarchica. Il periodo degli amori coincide di solito con i mesi di gennaio, febbraio e marzo. Una volta all’anno la femmina partorisce, dopo una gestazione di circa due mesi, da 3 a 8 piccoli. L’allattamento si protrae per circa due mesi, ma gia dopo 3-4 settimane la madre integra l’alimentazione dei piccoli con bocconi di carne pre-digeriti che rigurgita. Quando in un gruppo partorisce più di una femmina l’allattamento avviene in forma comunitaria. Il maschio concorre alla cura della prole difendendo la tana e il territorio e portando cibo. All’età di 3-4 mesi i piccoli diventano autosufficienti e raggiungono la maturità sessuale a circa 10 mesi. In autunno le giovani volpi lasciano il gruppo familiare e ricercano un proprio territorio. Tale dispersione é a carico prevalentemente dei maschi. La volpe è un animale territoriale, non solo difende accanitamente il suo territorio dagli intrusi, ma ne marca i confini, sia disseminando i suoi escrementi, sia spruzzando di urina i cespugli ed ancora, secernendo delle sostanze odorose sul terreno attraverso le ghiandole odorifere, situate soprattutto sotto la pianta dei piedi, avvisando così i suoi rivali che quel territorio è già occupato. Le dimensioni del territorio, che variano dai 10 ai 500 ettari. E’ attiva durante la notte e di giorno nei luoghi privi di disturbo antropico. E’ particolarmente agile sulla terra ed avvezza al nuoto. Costruisce la tana sotto terra, ma spesso utilizza quelle di altri animali. Preda arvicole, topi, uccelli, lepri, conigli, giovani di capriolo, insetti ed altri invertebrati, lucertole, uova, bacche, frutta. Trova condizioni di vita ideali negli ambienti ricchi di vegetazione. E’ diffusa in tutta l’Europa e l’Asia paleartica, Asia sud-orientale, gran parte del Nord America.

Cenni di biologia della volpe artica (Alopex lagopus)
 

La volpe artica o polare (Alopex lagopus) è una piccola volpe nativa della regione artica. L’altezza alla spalla è di 25-30 cm.,
il peso è 3-4 kg. Lunghezza totale: 53-55 cm. Lunghezza della coda: circa 30 cm. Tendono a formare coppie monogame e gli accoppiamenti avvengono tra i primi di marzo ed i primi di aprile, il periodo di gestazione è di circa 52 giorni, dopo i quali nascono 6-15 cuccioli. I cuccioli vengono cresciuti in tane sotterranee molto grandi e complesse. Sia il maschio che la femmina contribuiscono alla cura della prole. Mentre le femmine rimangono nel gruppo famigliare, i maschi della cucciolata una volta cresciuti si allontanano in cerca di nuovi territori e nuove femmine. Si nutrono principalmente di roditori (lemming), uccelli (gufi artici), rettili ed anfibi. L’habitat naturale della volpe artica è costituito dalla tundra continentale e dalle coste. La variante dal manto bianco è tipica della tundra, mentre quella blu-grigia è più frequente nella zona costiera. La volpe polare è l’unico canide che durante l’estate muta il colore della sua pelliccia, che diviene marrone-grigia.

Bibliografia
Alexandra M. Audet, C. Brian Robbins, and Serge Larivie, MAMMALIAN SPECIES No. 713, pp. 1–10, 3 figs., Alopex lagopus. Published 26 December 2002 by the American Society of Mammalogists
Angerbjörn, A., Hersteinsson , P. & Tannerfeldt, M. 2004. Alopex lagopus. In: IUCN 2007. 2007 IUCN Red List of Threatened Species.
Eberhardt, L.E., Garrott, R.A., Hanson, W.C. (1983). Den use by arctic foxes in northern Alaska. J Mamm 64, 97-102.
Hewson, R. (1994). The use of dens by hill foxes (Vulpes vulpes). J. Zool., Lond., 233, 335-339.

Biologia: Cincillà

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Il cincillà (Chinchilla laniger) appartiene all' Ordine dei Roditori. Il corpo è raccolto e tozzo e può arrivare a 35 cm esclusa la coda. Il peso varia dai 500 agli 800 g e la femmina è solitamente più grande del maschio. Ha colonizzato ambienti di alta montagna (3000-4500 metri di altitudine) ed è diffuso sulle Ande del Perù meridionale, in Bolivia, in Argentina nord occidentale e in Cile settentrionale. Il cincillà si nutre di qualsiasi tipo di vegetale, e talvolta anche di insetti. I frutti, integrati dalla rugiada del mattino, forniscono a questo animale la necessaria quantità d’acqua.
Il cincillà è sessualmente maturo a circa 8 mesi e si riproduce 1-2 volte l’anno (occasionalmente 3). La gestazione si prolunga per 4 mesi, al termine dei quali nascono 2-4 piccoli in un nido posto tra le fessure rocciose. Alla nascita presentano pelliccia folta, denti sviluppati e occhi aperti e pesano 30-40 g. Appena nati i cincillà si portano sotto il ventre materno così da essere
scaldati e puliti. I piccoli sono allattati, anche se sono già in grado di nutrirsi di vegetali. Per lo svezzamento completo necessitano circa 6 mesi. La madre difende attivamente la figliata aggredendo l’intruso, ponendosi in piedi e sputandogli sul muso. In natura il cincillà vive 8-10 anni. Gli organi di senso sono molto sviluppati: gli occhi e le orecchie sono grandi, il cincillà conduce una vita notturna e grazie alle lunghe vibrisse si orienta facilmente nell’oscurità. Attualmente la specie è protetta, ma lo stato è al limite dell’estinzione. Il cincillà è stato oggetto di indiscriminate azioni di caccia finalizzate al commercio della pelliccia. Le zampe del cincillà sono strutturate in modo da garantire uno spostamento agile e sicuro sulla roccia. A tale scopo sono presenti dei cuscinetti antiscivolo sulla pianta della zampa. Il pelo fine e folto svolge una duplice funzione proteggendo l’animale dalle basse temperature ed evitando l’eccessiva perdita d’acqua nella stagione calda. La colorazione del manto varia dal grigiastro al perlato al bluastro sul dorso e dal giallastro al biancastro sul ventre.


Bibliografia
Macdonald, D. (1984). "Encyclopaedia of Mammals". George Allen & Unwin, London.
Jimenez, J.E. (1996). The extirpation and current status of Chinchilla lanigera and C. brevicauda. Biol. Conserv. 77, 1 - 6.