Fossi Voi non considererei la pelliccia tanto chic e non la porterei molto vicino al viso ed alla bocca... mi farebbe schifo il solo pensiero della sua provenienza.
Informazioni documentate sull'origine delle pellicce animali e soprattutto degli inserti in pelliccia, per un acquisto consapevole.
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giovedì 20 ottobre 2011
Pellicce made in Europe
Se gli allevamenti di animali da pelliccia non regolamentati della Cina (dove gli animali sono scuoiati vivi!) sono l'emblema dell'inciviltà, guardate invece alcune immagini degli allevamenti "certificati" europei, e sappiate che questa è la migliore delle origini che può avere la Vostra pelliccia, o la pelliccia che orna le Vostre giacche, scarpe, guanti, ecc...
Fossi Voi non considererei la pelliccia tanto chic e non la porterei molto vicino al viso ed alla bocca... mi farebbe schifo il solo pensiero della sua provenienza.
Fossi Voi non considererei la pelliccia tanto chic e non la porterei molto vicino al viso ed alla bocca... mi farebbe schifo il solo pensiero della sua provenienza.
giovedì 13 ottobre 2011
Pelliccia di murmasky? Ecco da dove viene
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| Murmasky o "cane procione" (Nyctereutes procyonoides) |
Il murmasky (Nyctereutes procyonoides) è un canide simile ad una volpe tristemente usato soprattutto per fare quei colli di pelliccia che ornano cappucci di giacche ed altri capi d'abbigliamento. La quasi totalità della materia prima, ovvero la pelliccia, proviene da allevamenti cinesi. Qui gli animali vengono allevati in condizioni orribili, tra feci, urine, malattie... e quando arriva il momento di prelevarne la pelliccia vengono storditi a bastonate, oppure sbattuti violentemente al suolo. La pelle viene loro strappata mentre sono ancora vivi... la stessa sorte tocca anche agli altri animali utilizzati per le pellicce: volpi, visoni, conigli, persino cani e gatti. Ebbene sì all'interno di quei colli di pelliccia potrebbero esserci anche cani e gatti (nonostante ciò sia illegale in Italia) e nessuno mai potrà controllare in quanto non esiste l'obbligo di etichettatura per i ritagli di pelliccia. Inoltre su capo "made in Italy" nel 90% dei casi c'è una pelliccia proveniente dalla Cina: la Cina, membro IFTF (International Fur Trade Federation) è uno dei maggiori produttori mondiali di pellicce. Ora che lo sapete... evitate di acquistare o farvi regalare capi contenenti pellicce.
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| Le comunissime giacche parka tipo woolrich con pelliccia di murmasky |
ecco dove nascono...
giovedì 29 settembre 2011
Inserti e colli di pelliccia: dove nascono
Questa è la versione originale ed integrale (con audio) del video girato in Cina da Swiss Animal Protection ed East international, nel 2005. La quasi totalità delle pellicce con cui vengono ornate giacche, cappotti, borsette, stivali ed altri capi d'abbigliamento o accessori, proviene dalla Cina: di solito si tratta di pelo di Murmasky (cane procione), volpe, oppure di cani e gatti la cui pelliccia viene accuratamente camuffata. Tutti gli animali vengono allevati in condizioni orribili, storditi a bastonate, sbattuti al suolo ed infine scuoiati, ancora vivi.
Chiunque acquisti tali prodotti, contribuisce a perpetrare ciò che viene mostrato nel video. Per saperne di più date un'occhiata alle pagine ed ai post di questo blog oppure leggete il report QUI.
mercoledì 28 settembre 2011
La pelliccia? un concentrato di schifo
La pelliccia non soltanto è crudeltà inutile, è anche un capo "sporco".
La maggior parte delle pellicce deriva da allevamenti dove gli animali sono ammassati in gabbie in cui riescono a malapena a muoversi, animali malati, sofferenti, il cui pelo si impregna dei liquami quali urine, diarrea, vomito, pus, muco, sangue... animali che vivono letteralmente in mezzo alle feci, si mutilano uno con l'altro, impazziti a causa delle condizioni innaturali di affollamento. Animali in stato avanzato di decomposizione a stretto contatto con quelli vivi (vedi video). L'affollamento favorisce anche la diffusione di virus, batteri, funghi, ecc. tra gli animali, che risultano quasi sempre malati o portatori di malattie.
Con la concia tutto questo sparisce... così poi i colli di pelliccia appaiono lucidi e morbidi, pronti ad avvolgere il collo ed il viso di qualche bella ragazza. Che schifo!
Se non vi importa nulla dei poveri animali, non pensate a che razza di schifezza state indossando? usate i prodotti per eliminare ogni singolo batterio dal wc (manco si dovesse mangiarci dentro!) e poi appoggiate il viso e la bocca su una pelliccia che è stata almeno 10 mesi nella cacca? viva la coerenza!
Pellicce: elettrocuzione di una volpe in un allevamento
L'elettrocuzione anale è un metodo di abbattimento degli animali da pelliccia legalmente consentito in USA, Europa ed altri paesi in tutto il mondo. Viene utilizzato soprattutto per uccidere volpi, murmasky, cincillà e nutrie.
L’animale viene immobilizzato con l’ausilio di una pertica metallica che gli cinge il collo, quindi afferrato per la coda ed estratto dalla gabbia. Una pinza metallica gli bloccherà saldamente le mascelle per impedirgli di mordere. Un elettrodo alla bocca, uno inserito nell’ano (o nella vagina)… una scarica di 110-230 Volt e 0,3A attraverserà il corpo dell’animale causando un dolorosissimo irrigidimento dei muscoli, fibrillazione ventricolare, ed infine un arresto cardiaco. L’animale è pienamente cosciente durante la crisi cardiaca e vive l’angoscia di un arresto cardiorespiratorio. Ciò avviene nel caso in cui l’operazione venga condotta in modo ottimale. Basta applicare la corrente per un tempo insufficiente, o un contatto non ottimale tra l’elettrodo ed il corpo dell’animale, un minimo errore perchè la corrente non sia sufficiente ad uccidere ma a provocare delle dolorose crisi convulsive o delle ustioni.
L’animale viene immobilizzato con l’ausilio di una pertica metallica che gli cinge il collo, quindi afferrato per la coda ed estratto dalla gabbia. Una pinza metallica gli bloccherà saldamente le mascelle per impedirgli di mordere. Un elettrodo alla bocca, uno inserito nell’ano (o nella vagina)… una scarica di 110-230 Volt e 0,3A attraverserà il corpo dell’animale causando un dolorosissimo irrigidimento dei muscoli, fibrillazione ventricolare, ed infine un arresto cardiaco. L’animale è pienamente cosciente durante la crisi cardiaca e vive l’angoscia di un arresto cardiorespiratorio. Ciò avviene nel caso in cui l’operazione venga condotta in modo ottimale. Basta applicare la corrente per un tempo insufficiente, o un contatto non ottimale tra l’elettrodo ed il corpo dell’animale, un minimo errore perchè la corrente non sia sufficiente ad uccidere ma a provocare delle dolorose crisi convulsive o delle ustioni.
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